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Il mediatore Ue Emily O'Reilly ritorna sulla questione della trasparenza nei rapporti tra Commissione e lobby del tabacco.

Lobbying - Pixabay

Mediatore Ue, poca trasparenza su rapporti tra Ue e lobby del tabacco

Sulla base della denuncia di una organizzazione non governativa che accusava la Commissione Ue di non rispettare gli obblighi previsti dalla Convenzione quadro per il controllo del tabacco dell’OMS (WHO Framework Convention on Tobacco Control, FCTC) in materia di trasparenza sugli incontri con le lobby del settore, il mediatore Ue Emily O'Reilly aveva avviato un'indagine e in seguito, dando ragione all'ONG, inviato all'Esecutivo Ue specifiche raccomandazioni in merito.  

Ad eccezione della DG Salute, spiegava all'epoca il mediatore, nella maggior parte dei casi la Commissione pubblica informazioni sugli incontri con le lobby del tabacco “solo in risposta a richieste esplicite degli europarlamentari”. Inoltre, sottolineava O'Reilly, “alcune riunioni con i rappresentanti legali dell'industria del tabacco non vengono neanche considerate incontri a scopo lobbistico”. Alla luce di queste considerazioni, il mediatore aveva quindi invitato la Commissione alla “pubblicazione proattiva online di tutte le riunioni di tutto lo staff della Commissione Ue con i lobbisti del tabacco”.

Alla richiesta di O'Reilly l'Esecutivo comunitario ha risposto con una opinion,  ribadendo di "rispettare i suoi obblighi ai sensi della FCTC” e affermando pertanto di non essere d'accordo con le conclusioni del mediatore. Alla luce della risposta della Commissione Ue, con un comunicato pubblicato sul proprio sito il mediatore Ue Emily O'Reilly a febbraio ha rimproverato aspramente la Commissione europea “per aver scelto di non rendere più trasparenti i suoi rapporti con l'industria del tabacco, come previsto dalle direttive delle Nazioni Unite”.

O'Reilly torna a criticare la Commissione

Nel corso dell'evento "Migliorare la trasparenza nella lobby del tabacco", che si è svolto ieri a Bruxelles, O'Reilly è tornata sulla questione, sottolineando che "il rifiuto della Commissione [...] non risponde alle indicazioni della Convenzione". Inoltre, ha continuato il mediatore, finora Bruxelles "non ha presentato un'argomentazione convincente per la sua decisione di non estendere la pratica della DG Salute al resto della Commissione".

"E' abbastanza raro che una raccomandazione venga rigettata", ha continuato O'Reilly, dicendosi "sorpresa anche dal punto di vista tattico dal comportamento della Commissione". Il mediatore Ue ha quindi concluso il suo intervento spiegando che, se le raccomandazioni non dovessero essere ascoltate, potrebbe decidere di scrivere una relazione direttamente al Parlamento europeo, "ma è un'opzione rara, - ha aggiunto - perché vorrebbe dire che nient'altro ha funzionato".