Accedi Iscriviti

Accedi

Accedi con uno dei tuoi account social...

...o con il tuo account EurActiv

EurActiv.it

Le Big Tobacco accusano la Commissione Ue di venire meno al principio di sussidiarietà.

Cigarette - Pixabay

La vicenda è iniziata quando British American Tobacco (BAT) e Philip Morris International (PMI) si sono rivolte alla High Court inglese per contestare il recepimento della direttiva sui prodotti del tabacco (2014/40/UE) nel diritto britannico, per la presunta violazione del principio di sussidierietà da parte della Commissione europea.

In particolare, le due multinazionali ritengono che, con l'approvazione della direttiva, l'Esecutivo comunitario sia andato oltre le proprie competenze, esercitando un potere che spetterebbe agli stati membri.  In risposta a tale ricorso, l'Alta corte inglese ha chiesto, a sua volta, alla Corte di giustizia Ue di pronunciarsi sulla validità della direttiva europea. 

Nelle conclusioni pubblicate a dicembre 2015, l’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea Juliane Kokott ha dato ragione alla Commissione europea, ritenendo che la direttiva tabacco sia stata emanata legittimamente. Si legge infatti nel documento che "dall’esame delle questioni sollevate dalla High Court inglese, cui varie imprese si sono rivolte per contestare il recepimento della direttiva nel diritto britannico", non sono emersi "elementi idonei a mettere in discussione la validità" della direttiva stessa.

La notizia di queste ore è che la sentenza della Corte di giustizia Ue sul caso che vede Philip Morris International e British American Tobacco contro la Commissione sarà pronunciata il prossimo 4 maggio. Ricordiamo che all'avvocato generale della Corte non spetta alcuna decisione finale; tuttavia, i casi fino ad oggi registrati dimostrano che i giudici di Lussemburgo si attengono quasi sempre alle sue conclusioni al momento di formulare la propria sentenza sul caso.