Accedi Iscriviti

Accedi

Accedi con uno dei tuoi account social...

...o con il tuo account EurActiv

EurActiv.it

Il mediatore Ue Emily O'Reilly rimprovera la Commissione europea per aver scelto di non rendere più trasparenti i suoi rapporti con l'industria del tabaccoUe

Contesto

Sulla base della denuncia di una organizzazione non governativa che accusava la Commissione Ue di non rispettare gli obblighi previsti dalla Convenzione quadro per il controllo del tabacco dell’OMS (WHO Framework Convention on Tobacco Control, FCTC) in materia di trasparenza sugli incontri con le lobby del settore, il mediatore Ue Emily O'Reilly aveva avviato un'indagine e in seguito, dando ragione all'ONG, inviato all'Esecutivo Ue specifiche raccomandazioni in merito.  

Ad eccezione della DG Salute (in inglese DG Sanco - Directorate-General for Health and Food Safety), spiegava all'epoca il Mediatore, nella maggior parte dei casi la Commissione Ie pubblica informazioni sugli incontri con le lobby del tabacco “solo in risposta a richieste esplicite degli europarlamentari”. Inoltre, sottolineava O'Reilly, “alcune riunioni con i rappresentanti legali dell'industria del tabacco non vengono neanche considerate incontri a scopo lobbistico”. Alla luce di queste considerazioni, il mediatore aveva quindi invitato la Commissione alla “pubblicazione proattiva online di tutte le riunioni di tutto lo staff della Commissione Ue con i lobbisti del tabacco”.

Tabacco: Georgieva, lotta a contrabbando rispetti politiche salute

La risposta della Commissione e il rimprovero del mediatore Ue

L'Esecutivo comunitario ha risposto con una opinion alla richiesta di O'Reilly di estendere la politica di trasparenza della DG Salute a tutte le altre DG, ribadendo di "rispettare i suoi obblighi ai sensi della FCTC” e affermando pertanto di non essere d'accordo con le conclusioni del mediatore.

Alla luce della risposta della Commissione Ue, con un comunicato pubblicato oggi sul proprio sito il mediatore europeo ha rimproverato aspramente la Commissione europea “per aver scelto di non rendere più trasparenti i suoi rapporti con l'industria del tabacco, come previsto dalle direttive delle Nazioni Unite”.

Una mossa del genere, scrive O'Reilly, potrebbe essere vista come “la prova della reale pressione che l'industria del tabacco esercita attivamente sulle diverse DG dell'Esecutivo Ue in modo da far avanzare i propri interessi commerciali”.

Tabacco: contrabbando, dubbi su rinnovo accordo Philip Morris

Nella sua opinion di risposta, dice il mediatore, la Commissione afferma di rispettare gli obblighi previsti dalla Convenzione; tuttavia, continua O'Reilly, le linee guida affermano chiaramente “che rientrano nel campo di applicazione della FCTC tutti i settori dell'amministrazione”. E dunque tutte le DG, non solo la DG Salute.

Pur apprezzando il lavoro fatto finora dalla Commissione Juncker e le intenzioni future per migliorare la trasparenza nelle attività di lobby, il mediatore sottolinea che “questa è un'occasione mancata” da parte dell'Esecutivo di “mostrare una leadership globale nel settore chiave delle lobby del tabacco”. “La Commissione Prodi - ricorda poi O'Reilly - assunse un ruolo guida nello sviluppo di questa importante Convenzione”.

"Non basta adottare una visione restrittiva di ciò che è previsto dalla FCTC” o “giustificare la mancanza di proattività sulla base del fatto che sono stati soddisfatti i i requisiti legali minimi. La sanità pubblica richiede gli standard più elevati”. In tale contesto, conclude O'Reilly, “mantenere lo status quo significa in effetti che i futuri incontri dei funzionari della Commissione con i lobbisti del tabacco potranno creare diffidenza”. Sembra, dunque, che “la raffinatezza degli sforzi nelle attività di lobby a livello mondiale di Big Tobacco continui ad essere sottovalutata".

Una volta ottenuto il feedback da parte della ONG denunciante, il mediatore redigerà la sua analisi finale sul caso.