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Photo credit: Jarpy / Foter / CC BY-NC-SALa commissione Ambiente del Parlamento europeo approva, in seconda lettura, il rapporto per la riduzione dell'uso dei sacchetti di plastica più inquinanti. Ok anche alla strategia in materia di alcol. Entrambi i testi andranno al voto in plenaria ad aprile. A chiudere la seduta, l'audizione del vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen sul programma di lavoro per il 2015.

I testi approvati

La direttiva del 1994 sugli imballaggi prevede una riduzione del consumo di sacchetti di plastica negli stati membri, che potranno decidere tra due opzioni: da un lato fissare un obiettivo nazionale, cioè un tetto al consumo medio pro capite pari a 90 sacchetti entro la fine del 2019 e, successivamente, a 40 sacchetti pro capite entro il 2025; dall'altro, il singolo paese può stabilire un sistema di prezzo dei sacchetti.

L'Italia ha già messo al bando i sacchetti leggeri nel 2011, anticipando le politiche comunitarie e provocando l'avvio di una procedura di infrazione da parte di Bruxelles, per la mancata notifica della decisione e per il possibile impatto negativo della misura sulla libera circolazione delle merci nel mercato interno.

Dopo l'ok alla revisione della direttiva 94/62 sugli imballaggi giunto dal consiglio Competitività, arriva ora anche la luce verde, in seconda lettura, da parte della commissione Ambiente del Parlamento europeo. Il testo, curato dall'eurodeputata Margrete Auken (Verdi), andrà al voto in plenaria a fine aprile.

Le regole concordate da Pe e Consiglio ammettono lo stop assoluto ai sacchetti non biodegradabili e aprono la strada, una volta che il testo entrerà in vigore, alla chiusura del contenzioso con la Commissione.

Ok della commissione Envi con 63 voti favorevoli, 4 contrari e un astenuto anche alla strategia in materia di alcol, di cui sono corelatori anche gli italiani Alberto Cirio (Fi) e Piernicola Pedicini (M5S).

“Si tratta di una materia delicata che va al di là degli schieramenti politici per assumere una connotazione più geografica, che vede i paesi mediterranei schierati in difesa del vino contro le posizioni estremiste e ispirate al proibizionismo degli stati del Nord Europa", dichiara l'eurodeputato Fi Cirio

"Abbiamo scongiurato il rischio, fondato, che un attacco all’alcol si traducesse in un attacco al nostro vino. Nella risoluzione di oggi abbiamo ottenuto due grandi risultati: innanzitutto il riconoscimento formale che un moderato consumo di alcol è compatibile con un sano stile di vita, elemento questo che differenzia l’alcol dal vino. L’Europa distinguerà, in pratica, tra consumo ed abuso di alcol, valutando l’atteggiamento culturale che i vari paesi hanno sul tema. In secondo luogo abbiamo ottenuto la riscrittura dell’art. 23 in cui si chiedeva agli stati membri l’introduzione del cosiddetto 'minimum price', ovvero una tassazione fissa che i produttori avrebbero dovuto pagare al pari di quanto avviene per le sigarette. Cosa che, oltre a danneggiare il settore con un maggiore aggravio fiscale, avrebbe avuto l’effetto terribile di assimilare il vino al tabacco e un bicchiere di buon rosso alle sigarette, con conseguenze disastrose anche in termini di etichetattura".

"Nella nuova formulazione, gli stati europei sono lasciati liberi di decidere autonomamente, secondo un principio di sussidiarietà, ma soprattutto si chiede di verificare concretamente l’impatto positivo di una tassazione aggiuntiva sull’effettivo consumo di alcol". 

Audizione di Katainen sul programma di lavoro della Commissione per il 2015 e le priorità per il 2016

A chiudere i lavori della commissione Envi, il vicepresidente della Commissione europea responsabile per l'occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività Jyrki Katainen, che in Aula fa il punto sul programma di lavoro dell'Esecutivo per il 2015 e le priorità per il 2016.

Programma che include una serie di temi chiave nell'agenda comunitaria, dall'unione energetica al Fondo europeo per gli investimenti strategici e che, secondo il commissario, “riflette un nuovo inizio”.

Quanto alle tempistiche, Katainen non entra nello specifico, ma annuncia che il calendario delle principali iniziative “verrà pubblicato a breve”. Sul piano dei contenuti, “la Commissione conferma i ritiri già annunciati nel programma di lavoro, per concentrare le energie su misure migliorate” rispetto al passato, che riflettano “i nostri obiettivi politici”.

Fra i ritiri contestati, quello relativo alla cosiddetta economia circolare, che impone un giro di vite sugli obiettivi di riciclaggio dei rifiuti (70% per quelli municipali e 80% per quelli da imballaggi entro il 2030), vietando anche di gettare in discarica qualunque materiale riciclabile. Norme  ritirate dal programma della Commissione 2015, con la promessa da parte di Juncker di "farne di migliori il prossimo anno". 

“Siamo pienamente consapevoli delle preoccupazioni espresse a proposito di certi ritiri: la questione consiste nell'ottenere veri risultati, cerchiamo di trovare i modi più intelligenti per realizzare gli obiettivi che ci siamo posti”.

Detto in altre parole, “vogliamo avere una vera economia circolare”, nota Katainen, “lavoriamo in maniera intensa su un pacchetto più ambizioso”.

Più nello specifico, il commissario dichiara: “Presenteremo proposta riveduta su rifiuti, che tenga conto dell'input proveniente dalle consultazioni pubbliche, dal Parlamento e dal Consiglio. Una proposta che manterrà la stessa visione, non toccherà nulla della gerarchia di rifiuti ma cercherà di aumentare i livelli di riciclaggio. Ci chiediamo se possiamo imparare dagli errori del passato e dalle buone pratiche, e se non sia necessaria maggiore flessibilità”.

“Abbiamo ancora obiettivi vincolanti”, conclude Katainen, “ma terremo conto delle esigenze degli stati membri. Presenteremo un piano d'azione in grado di coprire tutti gli aspetti dell'economia circolare, in tutti i passaggi”.  

Photo credit: Jarpy / Foter / CC BY-NC-SA