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La questione posta dal TAR del Lazio sulla compatibilità tra norme Ue e piano italiano sarà affrontata con il procedimento accelerato

Ulivi

Alla luce del rischio che la sospensione degli interventi anti Xylella provochi danni irreversibili all’ecosistema e all’agricoltura del territorio pugliese, la Corte di Giustizia dell'Unione europea ha deciso di affrontare in tempi rapidi la questione posta dal TAR del Lazio circa la compatibilità tra le misure adottate a livello nazionale per combattere il batterio e la relativa normativa europea.

La questione verte sulla compatibilità tra gli abbattimenti degli ulivi sani nel raggio di 100 metri da quelli infetti previsti dal piano Silletti bis e la normativa comunitaria, che non prevedeva la rimozione delle piante non colpite dalla Xylella.

Su questa base le eradicazioni sono state contestate da alcuni agricoltori pugliesi, i cui ricorsi hanno convinto il TAR del Lazio a chiamare in causa la Corte Ue e a sospendere l'attuazione del piano in attesa del suo giudizio. Ai giudici di Lussemburgo il TAR ha anche chiesto di gestire la richiesta ricorrendo al procedimento accelerato, una prassi utilizzata quando la natura della causa richiede un trattamento rapido.

Richiesta accolta dal presidente della Corte di Giustizia Ue, “visto il presumibile rischio di danni irreversibili all’ecosistema e all’agricoltura del territorio pugliese che un prolungamento eccessivo di tale sospensione potrebbe produrre”, si legge in una nota. Il presidente della Corte fisserà subito la data dell’udienza e la comunicherà agli interessati.

Author: ciric / photo on flickr