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La plenaria opta per il compromesso sul rinnovo dell'autorizzazione per il controverso erbicida

Diserbante

Il Parlamento europeo sceglie di non opporsi al rinnovo dell'autorizzazione per il glifosato e chiede alla Commissione europea di ridurne la durata da 15 a 7 anni, restringendone l'utilizzo ai soli usi professionali. Nella risoluzione non vincolante approvata in plenaria, anche la richiesta di pubblicare e sottoporre a revisione indipendente tutte le prove scientifiche sulla cui base l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha definito il glifosato probabilmente non cancerogeno.

La Plenaria media sul glifosato

Accusato di essere 'potenzialmente carcerogeno' dall'Organizzazione mondiale della sanità e difeso dall'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, il glifosato tornerà sul tavolo dei rappresentanti dei 28 stati Ue riuniti nel comitato competente in materia a maggio. Alcuni paesi, tra cui Francia e Italia, si sono già espressi contro il rinnovo dell'autorizzazione, in scadenza a giugno, e in mancanza di una maggioranza a favore o contro la Commissione sarebbe chiamata a procedere autonomamente.

La linea iniziale del Parlamento sembrava essere quella del no al rinnovo, come sollecitato da numerose associazioni ambientaliste e dell'agricoltura biologica, tra cui le 32 italiane riunite sotto lo slogan 'Stop glifosato'. In plenaria, però, ha prevalso la linea del compromesso: gli eurodeputati hanno deciso di chiedere una nuova proposta alla Commissione Ue, con un'autorizzazione di durata più breve, 7 anni, e la possibilità di utilizzo limitata ai soli usi professionali e alle aree ad uso produttivo. Tale autorizzazione, inoltre, potrebbe essere riconsiderata e interrotta alla luce di nuovi studi e dei risultati delle indagini dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa), che dovrebbero concludersi entro la fine del 2017.

Gli europarlamentari hanno anche chiesto la pubblicazione degli studi che sono alla base del parere dell'Efsa e nuove valutazioni indipendenti sui dati relativi alla cancerogenicità del glifosato, sulle proprietà della molecola come interferente endocrino e sugli effetti della sua combinazione con altre sostanze.

Per il presidente della commissione Ambiente del Pe Giovanni La Via, il compromesso raggiunto sul glifosato riflette una visione equilibrata sulla questione. Di decisione scandalosa ha parlato invece l'eurodeputato M5S Marco Zullo, ricordando il recente studio condotto dalla Fondazione Heinrich Böll in Germania che ha rilevato residui di glifosato nelle urine del 99,6% delle oltre 2000 persone monitorate.