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Passa l'aumento dei volumi di olio tunisino ammessi a dazio zero nell'Ue

Olio

Con 500 voti a favore, 107 voti contrari e 42 astenuti, la plenaria del Parlamento europeo ha approvato la proposta della Commissione europea di aumentare di 35mila tonnellate per ciascuno degli anni 2016 e 2017 i volumi di olio d'oliva tunisino ammessi a dazio zero nell'Ue. Nonostante i due emendamenti sull’obbligo di tracciabilità e sul divieto di prorogare la misura negli anni successivi, con cui il Pe ha provato a mitigare l'impatto del provvedimento sui produttori europei, per molti eurodeputati italiani la misura penalizzerà gli olivicoltori nostrani.

Eurodeputati critici

Il settore olivicolo e il suo indotto occupano in Tunisia oltre un milione di persone, spiega la relatrice al Pe Marelle de Sarnez, secondo cui l'aumento delle importazioni a dazio zero fornirà un aiuto essenziale al paese. L'obiettivo di sostenere l'economia della Tunisia dopo gli attentati terroristici del 2015 non è mai stato messo in discussione dagli eurodeputati critici verso la proposta, che però puntavano a misure alternative per non danneggiare i produttori Ue, soprattutto del Sud Europa.

Il provvedimento approvato dalla plenaria, spiega il coordinatore per il Gruppo S&D in commissione Agricoltura Paolo De Castro, "è sbagliato nelle modalità e nei tempi di applicazione”, anche se grazie all'integrazione dei due emendamenti originariamente proposti dalla ComAgri - osserva - si tratta di una proposta migliore rispetto al testo presentato dalla Commissione europea.

Nessuna possibilità di adesione rispetto ad una decisione che va contro le nostre imprese” è invece il commento dell'eurodeputato PPE Salvatore Cicu, che sottolinea come molti territori italiani siano “già danneggiati da ripercussioni gravi, come la Puglia con la Xylella, la Sicilia con una produzione che stenta ad avere una commercializzazione adeguata, e la Sardegna, con i piccoli produttori che vogliono finalmente avere uguali identiche possibilità di mercato".

Di "provvedimento letteralmente scandaloso e dalle conseguenze devastanti per i produttori italiani e per l’intero Made in Italy", parla invece l’europarlamentare della Lega Nord Mara Bizzotto, che teme per la tenuta delle aziende italiane e i rischi di aumento delle frodi legate al commercio dell’olivo d’oliva.

Una volta approvato definitivamente da parte del Consiglio, il testo entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. L'alto rappresentante dell'Unione Federica Mogherini, fa sapere De Castro, si è impegnata a fare in modo che il regolamento attuativo preveda la suddivisione mensile del contingente extra per evitare un'offerta eccessivamente concentrata in determinati periodi dell'anno. Mentre l'eurodeputata Pd Michela Giuffrida ricorda di aver chiesto l'attivazione della clausola di salvaguardia sull’Accordo euromediterraneo con un'interrogazione al commissario europeo per l’Agricoltura Phil Hogan.

"Ho chiesto controlli serrati alle dogane, a protezione dei nostri prodotti e di riattivare al più presto i dazi sulle importazioni dai paesi del Mediterraneo che stanno danneggiando gravemente l’economia agricola del sud Europa e, in particolare, quella siciliana", prosegue Giuffrida, che se la prende con chi ha votato a favore del provvedimento, "perché non si può pensare di sottoscrivere un accordo i cui effetti negativi ricadano solo su alcuni Paesi, e in particolare sempre su un comparto, l’agricoltura, senza neppure prevedere a priori uno studio di impatto su ciò che questo comporterà".

Proprio sulla composizione della coalizione a favore del provvedimento intervengono, con una nota, gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle, criticando gli eurodeputati Pd che hanno sostenuto la proposta.

Agrinsieme, emendamenti Pe insufficienti

Critico il coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari: "Dopo il passaggio del Coreper e la successiva calendarizzazione d’urgenza del provvedimento al Parlamento Ue, non possiamo non manifestare il nostro malcontento", fa sapere Agrinsieme. Anche le modifiche su tracciabilità e divieto di proroga inserite su proposta degli eurodeputati italiani non bastano a tutelare i produttori, aggiunge l'organizzazione, che guarda con favore all'eventuale introduzione di licenze mensili.

Assitol, rilanciare il modello SIAN in Ue

Punta invece sui controlli telematici e sulla pubblicazione dei dati mensili del SIAN l’Associazione Italiana dell’industria olearia (ASSITOL). Secondo Angelo Cremonini, presidente del Gruppo Olio d’oliva dell’associazione, "l’unico modo per garantire la tracciabilità sull’olio in arrivo, non soltanto da altri paesi europei, ma anche da quelli extra-Ue, è rappresentato dal SIAN, la rete telematica che oggi consente in Italia di monitorare tutti i movimenti dell’olio prodotto e messo in commercio. Questo modello, al momento soltanto italiano, dovrebbe diventare al più presto europeo, con l’obiettivo di verificare in maniera efficace anche i flussi dell’import tunisino”.

Author: Theophilos / photo on flickr